SENTIERI DELLE MINIERE DELLA VALLE STABINA (ALTA VAL BREMBANA)

L’alta Val Brembana è ricca di giacimenti minerali in particolare in Val Stabina.

L’intero massiccio dei Tre Signori ospita importanti mineralizzazioni a ferro sotto forma di siderite (carbonato di ferro). I giacimenti di origine idrotermale si presentano, nelle rocce metamorfiche, associati ad altri minerali. I depositi più rilevanti, sotto forma di banchi, sono contenuti nelle formazioni sedimentarie del triassico inferiore. Le miniere e le attività metallurgiche e siderurgiche hanno caratterizzato per diversi secoli lo sviluppo economico e sociale del territorio brembano. Tra il XVI e il XVII secolo, grazie all’estrazione e alla fiorente attività di trasformazione del minerale presso i forni e le fucine dei paesi di Branzi, Carona, Valleve, Bordogna, Piazza Brembana, Lenna, Olmo al Brembo, Averara e Valtorta, la Valle Brembana visse un periodo di benessere e prosperità….

L’area più rappresentativa per concentrazione di antichi giacimenti in sotterraneo e buona conservazione delle gallerie, è ubicata in Comune di Valtorta, nel comprensorio minerario in località Falghera, posto nella parte bassa della valle del Torrente Caravino, poco sopra l’abitato di Valtorta. Qui, sia sulla destra che sulla sinistra della valle, all’interno dei filoni di quarzo sono presenti varie mineralizzazioni di solfuri di ferro. In particolare, sulla destra orografica e in basso, vicino al torrente, si incontrano giacimenti di blenda, galena e calcopirite sottoposti a scavi di ricerca e coltivazione anche in epoca recente (prima e durante l’ultima Guerra Mondiale), con gallerie, piazzale di lavorazione e polveriera in buone condizioni e visitabili in relativa sicurezza.

I giacimenti sulla sinistra del torrente sono posti più in alto e sono costituiti da galena e calcopirite; quest’ultima è particolarmente abbondante tanto da lasciare evidenti alterazioni sulle rocce di contatto con il filone. Grazie alla forte concentrazioni del minerale, questi giacimenti sono stati sfruttati fin dal Medio Evo e oggi restano solo le tracce delle bocche di ingresso, spesso ancora sostenute da volte in pietrame a secco.

L’itinerario di visita parte, sul fondo del Torrente Caravino, a ridosso del paese di Valtorta, in corrispondenza dell’antico ponte Bolgià. In quest’area, lungo le sponde del torrente, erano ubicate numerose fucine che sfruttavano l’energia prodotta dall’acqua del torrente per l’alimentazione dei mantici e per il movimento di percussione del maglio. Molto spesso alle fucine erano associati anche dei mulini, posti nel medesimo edificio o in una struttura affiancata: sfruttando un’unica canalizzazione si trasmetteva così la forza motrice dell’acqua sia alla ruota idraulica della fucina, sia a quella collegata alla macina. In questo stesso luogo, sono state recentemente ricostruite, rispettando le originarie caratteristiche, due strutture che rievocano fedelmente il funzionamento dei magli e dei mulini di un tempo. E’ sicuramente molto suggestivo vedere oggi all’opera queste semplici tecnologie, antiche di cinque secoli, ma ancora efficaci. Per attraversare l’area mineraria della Valle del torrente Caravino si percorre un comodo itinerario ad anello che parte proprio dalle ricostruzioni del maglio e del mulino seguendo inizialmente il sentiero CAI 104 fino alla contrada Scasletto.

Qui si abbandona il segnavia CAI e si prosegue lungo il sentiero che scende a sinistra. Dopo circa 15 minuti, sopra un risalto roccioso, si possono osservare i resti delle gallerie più antiche, delle quali rimane solo la volta di ingresso. Proseguendo fino sul fondo della valle, il sentiero principale risale brevemente il versante destro e attraversa in piano un bel bosco di faggio fino ad incontrare sulla destra l’imbocco della galleria più alta. Scendendo verso il torrente si arriva in breve al piazzale di deposito e selezione del minerale, dal quale partono altre gallerie. Poco sopra il piazzale, prendendo la traccia che sale sopra le rocce (fare attenzione) si arriva alla polveriera, l’edificio dove venivano custoditi gli esplosivi. Tornando sul sentiero principale in pochissimi minuti si raggiunge la strada carrozzabile a monte di Valtorta e da qui, con breve passeggiata, si ritorna in paese.

 

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