LA CAPPELLA COLLEONI

Bartolomeo Colleoni fu uno dei più celebri capitani di ventura d’Italia. Esso prestò principalmente il suo servizio per la  Repubblica di Venezia. Il Colleoni nacque a Bergamo, vi tornò all’apice del suo potere e ovviamente volle essere seppellito nella sua Bergamo.

La Cappella Colleoni fu costruita quindi per diventare il suo mausoleo.

Venne costruita tra il 1470 e il 1476 anche se non fu completata subito, molte opere vennero aggiunte più tardi.

Sicuramente è uno degli edifici più belli e maestosi di città alta, con una facciata decorata da marmi rossi e bianchi e con all’interno tantissime opere d’arte, tra cui la statua equestre del Colleoni (la grandiosa statua d’oro che sovrasta la sua tomba), la tomba dedicata alla figlia Medea.

Certo che servirebbero pagine e pagine solo per poter descrivere tutto, quello che posso dire io è….entrate! andate a visitare la Cappella Colleoni e ammirate voi stessi queste opere!

Esiste una piccola leggenda: pare che, toccando il simbolo araldico che si trova sulla cancellata a mezzanotte, porti fortuna….beh, tentar non nuoce, al massimo avrete fatto una bella passeggiata romantica in città alta.

 

Si dice anche, vero o no, che il Colleoni fosse un uomo per cosi dire “brutale”! ..e quando i canonici di Santa Maria Maggiore non voleero concedergli lo spazio per edificazione al Cappella, risolse la questione da bravo diplomatico, un mercenario di 600 anni fa!! Mandò i suoi soldati ad abbattere la vecchia sagrestia della basilica.

Si narra anche un’altra storia…. la Cappella Colleoni conserva un volatile in una gabbietta. Perché si trova lì? Per alcuni si tratta di un passerotto, per altri di un cardellino. Ed ecco la sua storia…Sul finire dell’inverno del 1470, Medea, la figlia di soli 14 anni del Colleoni, si ammalò gravemente. Il condottiero abbandonò i suoi incarichi per poter restare al fianco della sua adorata bimba Medea che purtroppo morì poco dopo, il 6 marzo 1470. Fu un lutto terribile.

Poco distante dalla camera della bambina vi era una gabbietta con l’uccellino con cui Medea era solita giocare . Si dice che l’uccellino avesse avvertito l’agonia della padroncina e infatti morì lo stesso giorno. Bartolomeo ordinò dunque di farlo imbalsamare e di riporlo nella bara di Medea. Seppellita nella chiesa di Santa Maria della Basella, a Urgnano, nel 1842 la bara con le spoglie di Medea e il passerotto venne trasportata nella Cappella Colleoni. Ed è appunto da quel sarcofago che l’uccellino venne successivamente tolto per essere conservato sotto la cupola di vetro.

Per secoli si è creduto che la salma di Bartolomeo Colleoni non si trovasse nel mausoleo ma in qualche altro luogo poiché i sarcofaghi risultavano vuoti ad ogni ispezione, alimentando un appassionante mistero storico sulle sorti dei resti del condottiero.

Il Colleoni fu sepolto nel suo monumento il 4 gennaio 1476, due mesi dopo la morte, 3 novembre 1475, perché a quella data non era stato ancora completato del tutto: riposa tuttora là.

 

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